#HyggeTalent: intervista a Sara Soldano


Sara è una fotografa freelance, specializzata in fotografia d’interni, eventi aziendali e privati e concerti. Lavora principalmente a Milano e provincia, ma non disdegna le trasferte nel resto d’Italia. Prima di diventare fotografa professionista, organizzava eventi culturali.


HS: Come descriveresti il tuo modo di essere una fotografa?

SS: [mumble, mumble]… “flessibile”, precisa e chiara. Quando accetto un incarico, cerco di andare incontro alle esigenze del cliente, al massimo delle mie possibilità. Definisco tutti i dettagli prima degli scatti, in modo che non ci siano sorprese inaspettate e, soprattutto, che tutti siano contenti e soddisfatti. E quando scatto, amo la precisione.


HS: Sei una professionista Hygge - se la tua giornata fosse un biscotto allo zenzero, e ogni morso un impegno, in che ordine lo mangeresti?

SS: Dipende dalla creatività del giorno in questione, ma di sicuro, lo mangerei intervallato da pause tra un morso e l’altro. Ogni attimo… ha il suo momento.


HS: Se la tua professione fosse una candela, che aroma avrebbe?

SS: Un mix di agrumi, zenzero e cannella. Lo avevo detto che ero flessibile [ride]


HS: Secondo te, da quale tuo talento è scaturita la voglia di intraprendere questa carriera?

SS: Credo che il saper osservare, sia, al giorno d’oggi, un vero talento. Io osservo, osservo e poi osservo ancora. Rischio di sembrare una stalker [ride], ma garantisco che i miei obiettivi sono completamente diversi e indubbiamente divertenti!


HS: Cosa hai studiato per arrivare a questo punto?

SS: Ho seguito corsi di formazione per imparare diversi tipi di fotografia. Nel corso degli anni, mi sono cimentata in tipologie di foto differenti (fotografavo ancor prima che diventasse, per me, un lavoro) specializzandomi negli ultimi anni, in interni, eventi e concerti.


HS: Ci puoi raccontare un aneddoto particolare o divertente, quasi eccezionale con un cliente?

SS: Ai concerti, i fotografi hanno solo 15 minuti per provare a scattare la Foto, poi sono costretti ad allontanarsi. L’adrenalina quindi è al massimo e i fotografi sgomitano per cercare di fare poche foto al meglio, in uno spazio spesso limitatissimo. Al concerto di Jamiroquai mi trovavo in uno di questi famosi angolini, di fronte ad una cassa alta quanto me. Ad un certo punto partono i bassi, i vestiti tremano ed insieme ad essi il mio corpo (ed il mio pancione) che sembra quasi cominci a ballare in una specie di passo a due con la mia bimba in arrivo!


HS: Blocco creativo- a chi ti rivolgi per ispirarti e darti una nuova carica?

SS: Per affrontarli mi porto avanti, portandomi sempre dietro i “ferri del mestiere”. Cammino con la mia macchina fotografica o con il cellulare, e faccio quelle, che io chiamo, “le foto di istinto”. Ammetto che una grande fonte di ispirazione è anche Instagram. Quando sono un po’ “giù”, guardo i fotografi che ammiro e subito mi sento meglio!


HS: Qual è, secondo te, il futuro del tuo settore?

SS: Vista l’enorme concorrenza nel settore, secondo me si stabilirà ancora di più una netta differenza tra il fotografo professionista e quello amatoriale. Con un ritorno alla fotografia analogica.


HS: Essere freelance implica un coinvolgimento h24 - qual è la tua ricetta per ritagliarti dei momenti hygge?

SS: Tutti i giorni cerco di fare qualcosa che mi faccia stare bene o che mi rilassi. Che sia stare con la mia famiglia o da sola, per ore o per minuti, cerco di prendere consapevolezza dei momenti hygge, non dandoli mai per scontati.


HS: E infine… un tabu’ o un mito da sfatare sulla tua professione.

SS: La frase “Ma sì, dai, tanto fai due modifiche e ci metti un attimo” vi prego… non ditela mai ad un fotografo!


Sei appassionato di fotografia e ammiri gli scatti alternativi? Vieni a conoscere Sara, in occasione del vernissage della sua mostra “Il Limbo delle Cose” #AmsaRiciclo, il 21 marzo dalle 18.30 alle 21. (Sì… è la data del nostro Hygge Spring Party, non trovare scuse e vieni con i tuoi amici!)





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